venerdì 25 novembre 2011

Cebollitas - Manolo. La corsa non si ferma


Tre punti, questo è importante.
Ieri sera è stata una gara difficile contro una squadra non forte ma che ha un gioco che ci mette in difficoltà.
E' vero che in attacco non abbiamo giocato, siamo stati Alberto-dipendenti ma questo è normale, dobbiamo sapere che ci sono partite in cui Alberto ci toglierà dai guai e altre dove Filo ci toglierà dai guai.
Noi avremo sempre dei problemi con chi difende come gli avversari di ieri sera, in pressing alto su tutti noi. Non ci muoviamo abbastanza per riuscire ad uscire da quelle situazioni. Sappiamo che in quei casi quello che dobbiamo fare è appoggiarci un paio di volta alla punta per vedere di far allentare la pressione. Ci abbiamo provato ma questi correvano sempre e non siamo riusciti in molto. L'alternativa è muoverci di più ma se da un paio di partite l'unica corsa che ci viene bene è in avanti, mancano gli appoggi facili.
Il vero problema ieri è stata la difesa. Checco ha fatto un partitone e non possiamo permettercelo. Dobbiamo essere più pronti. Anche perché gli avversari di ieri avevano coraggio nel tirare e tiravano bene però non avevano molto spunto nel saltarci. Dovevamo tenerli di più. Invece ormai abbiamo quasi smesso di mordere le caviglie agli avversari, non godiamo più nel difendere. Dobbiamo ritrovare quel gusto, il gusto di esaltarci per una chiusura, per una diagonale ben fatta, perché scaliamo coi tempi giusti. Anche perché in ogni sport, la giocata più esaltante è sempre quella in difesa: il muro nella pallavolo, la stoppata nel basket, il tackle nel calcio, il placcaggio, la bocciata (nelle bocce). Troviamo anche noi quel gusto. Uno dei momenti più esaltanti della mia carriera di giocatore di calcetto risale al tempo degli highlander. Avevamo un portiere abbastanza scarso, per quanto generoso. Una volta sentii due avversari che dicevano “Certo che gli Highlander hanno proprio un portiere scarso” e l'altro “E' vero, però non ti fanno mai tirare in porta”.
Ecco quello fu un momento esaltante. Difendiamo e proteggiamo il nostro fortino.
In attacco goal lo faremo sempre, con tutta la squadra quando ci lasceranno giocare, coi nostri fenomeni quando ci presseranno.
Ultima analisi, ieri sera sotto la doccia ho paragonato Filo a Sneijder, lo ribadisco, Filo ci permette di giocare più di squadra, ci coinvolge, ci conosce, sa come ci muoviamo e dove. Per noi è importantissimo, con Alberto ancora non c'è questa conoscenza ma Filo ci permette di essere coinvolti maggiormente.
Grandi ragazzi, continuiamo così, la prossima sarà decisiva, ci permetterà di capire chi siamo. Ritroviamo il gusto di fare una difesa arcigna, non esaltiamoci solo quando attacchiamo e difendiamo perché si deve fare, godiamo nel vedere i sogni degli avversari infrangersi contro il muro impenetrabile dei cebollitas. Aiutiamo, urliamo, calciamo, spingiamo, chiudiamo, anticipiamo: la nostra meta-campo è il nostro stagno e noi siamo i pesci grossi.

Un ultimo commento su Tramo. No, dai lascio stare.

Scherzo, gran rientro quello di Tramo, ci servono giocatori che difendono in maniera morbosa come lui ma che sanno anche giocare il pallone. Speriamo sia con noi ancora.

Solita nota di merito a Guido. Ormai una certezza imprescindibile.

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